Alopecia Areata (AA): facciamo chiarezza
A cura di Corinne Baldi – Tecnica tricologa, in collaborazione con AIPAF (Associazione Italiana Pazienti Alopecia and Friends ODV).
L'alopecia areata (AA) è una malattia autoimmune cronica di origine genetica che colpisce i follicoli piliferi, determinando la caduta dei capelli e/o dei peli in aree circoscritte o, nelle forme più estese, su tutto il cuoio capelluto o l'intero corpo. Non è una malattia contagiosa e il suo decorso è imprevedibile: può andare incontro a ricrescita spontanea, alternare periodi di remissione e recidiva oppure evolvere verso forme più persistenti.
Meccanismo e cause
Nell'alopecia areata il sistema immunitario perde temporaneamente il cosiddetto "privilegio immunitario" del follicolo pilifero e attacca per errore i follicoli nella fase anagen, cioè la fase attiva di crescita del capello. Questo processo è mediato principalmente dai linfociti T e da numerosi segnali infiammatori locali che interrompono la normale attività del follicolo senza distruggerlo definitivamente.
La predisposizione genetica rappresenta uno dei principali fattori di rischio: la malattia è infatti più frequente nei soggetti con familiarità e in presenza di altre patologie autoimmuni, come tiroiditi autoimmuni, vitiligine o diabete mellito di tipo 1.
L'alopecia areata è tuttavia una malattia multifattoriale. Alcuni eventi, come infezioni, importanti condizioni di stress fisico o emotivo, alterazioni metaboliche o altri fattori ambientali, possono favorirne la comparsa o una riacutizzazione in persone geneticamente predisposte, ma non sono considerati la causa della malattia. In molti pazienti, infatti, non è possibile individuare alcun evento scatenante.
Quadro clinico
La forma più comune si manifesta con una o più chiazze tondeggianti od ovali completamente prive di capelli o peli, caratterizzate da cute liscia, senza cicatrici, desquamazione o segni evidenti di infiammazione.
Alla periferia delle chiazze possono essere presenti i caratteristici capelli a punto esclamativo (exclamation mark hairs), reperto clinico tipico dell'alopecia areata.
Le principali forme cliniche comprendono:
- Alopecia areata a chiazze: presenza di una o più aree circoscritte prive di capelli o peli.
- Alopecia areata ofiasica: interessa prevalentemente la regione temporo-occipitale del cuoio capelluto.
- Alopecia areata totale: perdita completa dei capelli del cuoio capelluto.
- Alopecia areata universale: perdita completa dei capelli e di tutti i peli corporei.
Diagnosi
La diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sull'anamnesi, sull'esame obiettivo dermatologico e sulla tricoscopia, metodica che consente di evidenziare i segni caratteristici della malattia.
Quando il quadro clinico non è del tutto chiaro oppure è necessario escludere altre forme di alopecia, lo specialista può richiedere esami di laboratorio (come emocromo, ferritina, funzionalità tiroidea e altri accertamenti mirati) oppure, più raramente, una biopsia del cuoio capelluto.
Trattamento medico e supporto dermocosmetico
Ad oggi non esiste una terapia valida per tutti i pazienti. Il trattamento viene personalizzato in base all'età, all'estensione della malattia, alla durata e all'andamento clinico.
Accanto alle terapie mediche può essere utile un approccio dermocosmetico come supporto complementare, volto a migliorare il benessere del cuoio capelluto e la qualità di vita della persona.
Può essere consigliato:
- detergere il cuoio capelluto con prodotti delicati, a pH fisiologico e privi di tensioattivi particolarmente aggressivi, come il Sodium Lauryl Sulfate (SLS);
- utilizzare formulazioni con ingredienti lenitivi, idratanti e protettivi del cuoio capelluto, utili come coadiuvanti ma non sostitutivi della terapia medica;
- ricorrere, quando necessario, a soluzioni cosmetiche quali fibre cheratiniche, protesi capillari, parrucche o topper certificati, preferibilmente con il supporto di professionisti esperti.
Impatto psicologico e supporto
L'alopecia areata non coinvolge soltanto l'aspetto fisico, ma può incidere profondamente sul benessere emotivo e relazionale della persona. Ansia, perdita dell'autostima, isolamento sociale e depressione rappresentano conseguenze frequenti della malattia.
È importante sottolineare che l'impatto psicologico non è necessariamente proporzionale all'estensione della perdita dei capelli: anche forme clinicamente limitate possono compromettere in modo significativo la qualità della vita.
Per questo motivo è fondamentale un approccio multidisciplinare che coinvolga dermatologo, tricologo, psicologo e professionisti esperti nella riabilitazione cosmetica, offrendo un supporto completo sia dal punto di vista clinico sia da quello emotivo.
In questo contesto, AIPAF – Associazione Italiana Pazienti Alopecia and Friends ODV (https://aipaf.it/) informa, sensibilizza e sostiene le persone che convivono con l'alopecia areata e le loro famiglie. L'Associazione promuove una corretta informazione scientifica, favorisce il dialogo tra pazienti, professionisti sanitari e Istituzioni, sostiene la ricerca e si impegna affinché l'alopecia areata ottenga il pieno riconoscimento sanitario e sociale che merita, garantendo un accesso sempre più equo ai percorsi di cura e ai necessari supporti protesici.
Il nostro consiglio
Una diagnosi tempestiva e un percorso terapeutico personalizzato, definito insieme al medico specialista, rappresentano il primo passo per affrontare l'alopecia areata nel modo più efficace possibile, sia dal punto di vista clinico sia da quello psicologico.
Se desideri sapere a quale centro di riferimento rivolgerti per una valutazione specialistica, consulta la rete dei centri aderenti sulla piattaforma AIPAF: https://aipaf.it/.
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